Sentirsi rotti dentro: Guida completa al Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso (CPTSD)

Hai mai avuto la sensazione che ci sia qualcosa di fondamentalmente “sbagliato” in te? Non parlo di aver commesso un errore, ma di essere un errore. Forse ti capita di sentirti improvvisamente piccolo, spaventato o indifeso, senza un motivo apparente nel presente, come se fossi stato catapultato indietro nel tempo in un batter d’occhio. Oppure, ti ritrovi costantemente a mettere i bisogni degli altri davanti ai tuoi, annullandoti pur di non essere abbandonato.

Se queste sensazioni ti suonano familiari, sappi che non sei solo e, soprattutto, non sei “pazzo”. Potresti aver a che fare con quello che gli esperti chiamano Disturbo da Stress Post-Traumatico Complesso, o CPTSD. A differenza di un singolo evento traumatico che scuote la vita per un momento, il CPTSD è il risultato di ferite invisibili accumulate nel tempo, spesso durante l’infanzia, quando chi doveva proteggerci non lo ha fatto.

In questo articolo, esploreremo insieme cosa significa vivere con il CPTSD, come questo si intreccia con l’essere una Persona Altamente Sensibile (HSP) e, cosa più importante, quali sono le strade concrete per iniziare a guarire. Perché, anche se ora ti sembra impossibile, recuperare la tua interezza non è solo un sogno: è un diritto che ti spetta dalla nascita.

Comprendere il CPTSD: Oltre il trauma singolo

Per anni, la psicologia ha parlato principalmente di PTSD (Disturbo da Stress Post-Traumatico). Quando pensiamo al PTSD, immaginiamo solitamente un veterano di guerra, un sopravvissuto a un grave incidente stradale o a un disastro naturale. In questi casi, il trauma è un evento singolo, circoscritto nel tempo: c’è un “prima” e un “dopo” ben definiti.

Il CPTSD, invece, è diverso. La “C” sta per Complex (Complesso) e indica una natura ripetitiva e prolungata del trauma. Immagina la differenza tra l’essere colpiti da un sasso una volta sola (PTSD) e l’essere costretti a camminare su un terreno pieno di spine, a piedi nudi, ogni singolo giorno per anni (CPTSD).

Questo disturbo nasce spesso in contesti relazionali, tipicamente all’interno della famiglia o in relazioni di dipendenza, dove la fuga non è possibile. Parliamo di abusi emotivi, negligenza, bullismo cronico o vivere con genitori narcisisti o emotivamente assenti.

Le differenze chiave tra PTSD e CPTSD

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente riconosciuto questa distinzione nell’ICD-11, il manuale diagnostico internazionale. Mentre il PTSD si manifesta con sintomi come incubi, evitamento e ipervigilanza, il CPTSD include tutto questo ma aggiunge tre caratteristiche fondamentali, note come “Disturbi dell’Auto-Organizzazione”:

  1. Disfunzione nella regolazione emotiva: Una difficoltà estrema nel gestire le emozioni. Potresti passare dalla rabbia esplosiva al pianto disperato, o sentirti completamente intorpidito e distaccato dalla realtà.
  2. Concetto di sé negativo: La convinzione profonda di essere privi di valore, difettosi o colpevoli. Non ti senti semplicemente in colpa per qualcosa che hai fatto; ti vergogni di chi sei.
  3. Difficoltà nelle relazioni: Fatichi a fidarti degli altri, o al contrario ti leghi troppo velocemente. Spesso ci si ritrova intrappolati in cicli di relazioni tossiche perché il cervello ha imparato che “amore” significa sofferenza o instabilità.

Comprendere questa differenza è il primo passo per smettere di colpevolizzarsi. Non sei “troppo sensibile” o “incapace di voltare pagina”; il tuo sistema nervoso si è adattato per sopravvivere a un ambiente ostile che è durato anni.

I sintomi invisibili: Flashback emotivi, vergogna tossica e auto-abbandono

Il CPTSD non si manifesta sempre con ricordi visivi del passato. Spesso i sintomi sono più subdoli, interni e difficili da spiegare a chi non li vive. Vediamo i tre più comuni e dolorosi.

Flashback Emotivi: Un viaggio nel tempo senza immagini

A differenza dei flashback tipici dei film, dove la persona “vede” la scena traumatica, i flashback del CPTSD sono spesso puramente emotivi. Ti è mai capitato di ricevere una piccola critica dal tuo capo e sentirti improvvisamente terrorizzato, piccolo, indifeso e disperato, come se avessi 5 anni?

Questo è un flashback emotivo. Il tuo cervello rettiliano (la parte più antica) ha riconosciuto una minaccia simile a quella del passato (la disapprovazione di un genitore, per esempio) e ha innescato la stessa risposta biochimica di allora. Non ricordi l’evento, ma senti l’emozione con la stessa intensità di allora. È un’esperienza disorientante perché l’intensità della reazione sembra sproporzionata rispetto all’evento presente.

La Vergogna Tossica: “Sono io il problema”

La vergogna è l’emozione dominante nel CPTSD. Ma non è la vergogna sana che ci impedisce di fare cose socialmente inaccettabili. È una vergogna tossica che diventa identità.

Quando un bambino viene trascurato o abusato, non può permettersi di pensare: “I miei genitori stanno sbagliando”. Sarebbe troppo terrificante, perché dipende da loro per la sopravvivenza. Quindi, il bambino fa l’unica cosa che può per mantenere un senso di controllo: pensa “Sono io che sono sbagliato. Se solo fossi più bravo, più silenzioso, più intelligente, loro mi amerebbero”.

Da adulti, questa convinzione si cristallizza. Ti senti un impostore, indegno di amore, convinto che se le persone ti conoscessero davvero, scapperebbero via.

L’Auto-Abbandono e la risposta “Fawn”

Per sopravvivere, molti di noi hanno imparato l’arte dell’auto-abbandono. Abbiamo smesso di ascoltare i nostri bisogni, i nostri desideri e persino il nostro istinto, per sintonizzarci completamente sulle esigenze degli altri.

Questa è nota come risposta “Fawn” (adulare o compiacere). È una delle risposte al trauma, insieme a Lotta, Fuga e Congelamento. Il tipo “Fawn” cerca sicurezza diventando indispensabile, accomodante e privo di confini. Se ti ritrovi a dire sempre “sì” quando vorresti dire “no”, o a scusarti per cose che non hai fatto, stai probabilmente mettendo in atto una strategia di sopravvivenza appresa molto tempo fa.

Perché i metodi di coping tradizionali spesso falliscono

Molte persone con CPTSD passano anni in terapia tradizionale (talk therapy) sentendosi frustrate perché i progressi sono lenti o inesistenti. “Capisco razionalmente che non è colpa mia”, dicono, “ma continuo a sentirmi come se lo fosse”.

Questo accade perché il CPTSD non è un disturbo del pensiero, ma un disturbo del sistema nervoso e del corpo.

  1. Non puoi ragionare con la paura: Quando sei in un flashback emotivo, la tua corteccia prefrontale (la parte razionale del cervello) va offline. Cercare di usare la logica in quel momento è come cercare di spiegare l’algebra a qualcuno che sta annegando. Prima bisogna uscire dall’acqua.
  2. L’evitamento rinforza la paura: Spesso cerchiamo di gestire l’ansia evitando le situazioni che la scatenano o dissociandoci (guardando ore di TV, mangiando troppo, lavorando troppo). Sebbene questo dia sollievo momentaneo, conferma al cervello che il mondo è pericoloso e che non siamo in grado di affrontarlo.
  3. Non solo pensieri, ma anche il corpo: L’ansia non si manifesta solo nella mente, ma coinvolge anche il corpo. Reazioni come il respiro affannoso, il battito accelerato e la tensione muscolare sono segnali di un sistema nervoso attivato. Per questo motivo, affrontare l’ansia non significa solo ristrutturare i pensieri, ma anche lavorare sul corpo. Tecniche come la respirazione diaframmatica, il rilassamento muscolare progressivo o pratiche come lo yoga possono aiutare a calmare il sistema nervoso e creare un senso di sicurezza fisica, che a sua volta influenza positivamente lo stato mentale.

Strategie di guarigione: Riportare la sicurezza nel corpo

La guarigione dal CPTSD non significa cancellare il passato, ma imparare a vivere nel presente sentendosi al sicuro nel proprio corpo. È un processo lento che richiede pazienza e, spesso, un approccio integrato.

1. Somatic Experiencing e lavoro sul corpo

Poiché il trauma risiede nel sistema nervoso, dobbiamo partire dal corpo. Tecniche come la Somatic Experiencing aiutano a rilasciare l’energia traumatica bloccata. Non serve necessariamente un terapeuta per iniziare:

  • Grounding (Radicamento): Quando senti arrivare l’ansia, concentrati sulle sensazioni fisiche. Senti i piedi sul pavimento, tocca una superficie ruvida, nota tre oggetti blu nella stanza. Questo dice al tuo cervello: “Sono qui, adesso, e sono al sicuro”.
  • Respiro consapevole: Un respiro lento e profondo, con l’espirazione più lunga dell’inspirazione, attiva il sistema parasimpatico, il nostro freno naturale contro lo stress.

2. Costruire confini sani

Imparare a dire “no” è una medicina potente per il CPTSD. Se sei abituato a compiacere, mettere un confine ti farà sentire in colpa, come se stessi facendo qualcosa di terribile. È normale.

Inizia con piccoli confini. Può essere non rispondere subito a un messaggio, dire “non mi va” a una proposta di uscita, o esprimere un’opinione diversa da quella di un amico. Ogni volta che metti un confine e sopravvivi alla paura che ne deriva, stai riprogrammando il tuo cervello: stai affermando che i tuoi bisogni contano.

3. La Self-Compassion (Auto-compassione)

Questa è forse la parte più difficile ma più trasformativa. Dobbiamo imparare a diventare il genitore amorevole che non abbiamo mai avuto per noi stessi.

Invece di lasciare che il critico interiore ti insulti quando commetti un errore, prova a parlarti come parleresti a un bambino spaventato o al tuo migliore amico.

  • “Vedo che stai soffrendo adesso. È dura, ma sono qui con te.”
  • “Hai fatto del tuo meglio con le risorse che avevi.”

Kristin Neff, pioniera della ricerca sull’auto-compassione, suggerisce di mettere una mano sul cuore nei momenti di dolore. Il calore fisico della mano rilascia ossitocina, l’ormone dell’amore, calmando il sistema nervoso.

4.L’EMDR: una terapia innovativa per il trattamento del trauma

L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) è una terapia che ha dimostrato di essere efficace nel trattamento dei traumi e altri disturbi psicologici. Utilizzando la stimolazione bilaterale degli occhi, come il movimento delle dita o suoni alternati nelle cuffie, l’EMDR aiuta a ridurre i sintomi del trauma e a rielaborare i ricordi traumatici in modo più sano. È importante trovare un terapeuta qualificato per praticare l’EMDR in modo sicuro ed efficace.

La scelta della tecnica più adatta dipende dalle preferenze e dalle esigenze individuali.
Ad esempio, l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica che utilizza i movimenti oculari per ridurre la reattività emotiva associata a eventi traumatici.

Il brainwave entrainment, invece, sfrutta i suoni o le luci per stimolare la produzione di onde cerebrali specifiche

Ritrovare la luce

Guarire dal CPTSD è un viaggio a spirale. Ci saranno giorni buoni e giorni in cui ti sembrerà di essere tornato al punto di partenza. Ma con il tempo, i flashback diventeranno meno frequenti e meno intensi. La vergogna lascerà spazio all’accettazione.

Ricorda: la tua sensibilità non è un difetto, e le tue ferite non sono la tua identità. Sei sopravvissuto a un passato difficile grazie alla tua resilienza. Ora, con gli strumenti giusti e tanta gentilezza verso te stesso, puoi smettere di sopravvivere e iniziare finalmente a vivere.

Se ti riconosci in queste parole, considera di cercare il supporto di un terapeuta specializzato nel trauma complesso. Non devi fare tutto questo da solo. C’è una vita intera che ti aspetta dall’altra parte della paura.

Contattami Oggi Per Prenotare una Prima Seduta Approfondita Dedicata a Te e al tuo Benessere!